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Le chiese di Macomer

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La Chiesa di San Pantaleo

Dedicata a S.Pantaleone medico, martirizzato a Nicomedia nel Luglio del 305 d.C., la chiesa sorge all’estremità meridionale dell’antico abitato in posizione di dominio sulla piana sottostante: è la parrocchia più antica di Macomer, la cui esistenza è attestata da documenti scritti risalenti al XVI secolo. Ma è opinione comune che l’attuale edificio, le cui forme sono il frutto di modifiche e ampliamenti riconducibili a epoche diverse, abbia sostituito un edificio preesistente, del quale unica superstite sarebbe la cappella dedicata a S.Giovanni, in un periodo di particolare fervore edilizio che ha interessato il capoluogo della curatoria del Marghine fra il XVI e il XVII secolo.La chiesa è costruita in uno stile eclettico che accosta forme gotico-catalane a forme rinascimentali in conci di bella trachite rossa riportati alla luce dai restauri del 1972. Ha pianta a tre navate divise in quattro campate da archi robusti sorretti da pilastri cruciformi coperte da una volta a botte con sottarchi la centrale e da volte a crociera le laterali. La navata centrale termina con un ampio presbiterio rettangolare voltato anch’esso a botte e comunicante con tre ambienti sussidiari: la sacrestia maggiore, il vano di accesso al campanile e la sacrestia minore. Nelle cappelle laterali – quattro per parte- aggiunte in epoche differenti su committenze private, si possono ammirare opere d’arte di pregevole fattura risalenti al XVII secolo, quali il Cristo Crocifisso e la Pietà. L’esterno della chiesa, oggi del tutto intonacato, è segnato dall’imponenza del grande portale in trachite rossa e della torre campanaria costruita nel 1573 dal maestro Miguel Puig di Bolotana a canna quadrata terminante con una guglia piramidale ornata di gattoni e merlatura.  

 Chiesa S. Antonio

Sulla sommità del monte S. Antonio ( m. 808 sul livello del mare) sorge immersa nel verde del bosco la piccola chiesetta campestre sede a metà giugno della sagra dedicata all'omonimo santo e particolarmente sentita dai Macomeresi.
Narra la leggenda che un tempo al servizio del conte Pinna si trovava un povero pazzo, a questi apparve più volte in sogno la figura di un santo che non lo lasciava dormire in pace. Alla fine quando seccato il poveraccio gli chiese che cosa volesse, il santo lo portò sulla cima del monte Sas Coas e gli chiese la costruzione di una capella da intitolargli.
L'uomo raccontò tutto al conte che non riusciva a capire di quale santo si trattasse, ma la moglie che era una donna molto pia e devota gli mostrò un'immagine di S. Antonio che il poveraccio riconobbe subito. Così venne costruita la chiesetta sul monte Sas Coas che da allora venne chiamato Monte S.Antonio.


Nostra S. de Su Succursu

Un tempo fuori dal centro abitato, ma ormai il cuore dell'omonimo quartiere moderno, la piccola chiesa intitolata alla Vergine del Soccorso è una delle chiese più antiche di Macomer. Costruita agli inizi del XII secolo in blocchi di tenero tufo verdastro, si inserisce pienamente nel quadro culturale dell'architettura pisana in Sardegna. A pianta Basilicale con un'unica navata perfettamente orientata ha l'abside semicircolare con volta a catino esternamente ripartita in specchi da semicolonne impostate su zoccolo a scarpa.
La copertura dell'edificio, come si denota dalla facciata, era a tetto a doppio spiovente con travatura in vista. La chiesa sappiamo venne restaurata già nel 1609 e poi agli inizi degli anni ottanta del novecento. Purtroppo questi restauri hanno modificato e deturpato l'originaria struttura con l'aggiunta della sacrestia e obliterando alcune delle parti originarie dell'edificio. Interessante e da non sottovalutare la notizia che la chiesa di Santa Maria avrebbe rivestito il ruolo di parrocchia prima che il paese di Macomer si trasferisse in un luogo più elevato e probabilmente più sicuro sulla roccia dove sorse il castello e successivamente la parrocchiale di S. Pantaleo.


Santa Croce

Nel cuore del centro storico in una pittoresca piazzetta sulla quale si affacciano le dimore degli antichi prinzipales sorge la chiesetta di Santa Croce, costruita nella metà del cinquecento e officiata  come oratorio dall'omonima confraternita sino alla fine del XIX secolo.
L'aula risulta scompartita in tre navate da setti divisori forati da grosse arcate che consentono l'accesso alle piccole navate laterali. La copertura doveva essere in legno su capriate a vista, mentre il presbiterio si presenta con volte a vela rivelate all'esterno dalla copertura a padiglione.
Purtroppo i restauri effettuati agli inizi degli anni ottanta hanno offuscato se non modificato la struttura originaria.


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