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Bosa
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gite scolastiche a Bosa
Escursioni
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GITA
NELLA BOSA MEDIOEVALE
Bosa, pittoresca cittadina adagiata sulla sponda destra
del fiume Temo, l’unico navigabile della Sardegna,
conserva ancora intatto il suo quartiere medioevale,
“Sa Costa”, caratterizzato da strette viuzze che si
inerpicano verso il Castello dei Malaspina (1112 d.C.). |
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Il
programma prevede:
Arrivo
a Bosa, incontro con la nostra guida
Escursione
in barca sul fiume Temo*
Passeggiata
Medioevale con visita guidata alla Cattedrale
dell’Immacolata, al quartiere “Sa Costa”, con
possibilità di ingresso al Castello Malaspina**.
Visita
alla lavorazione artigianale del Filet di Bosa
Per i
bambini delle elementari visita ad un laboratorio
orafo di Filigrana
Pranzo
in ristorante (un primo, un secondo, contorno, frutta
o gelato, acqua).esedra,
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*L'escursione
sul fiume Temo, unico fiume navigabile in
Sardegna, prevede un percorso di circa 6 km con
partenza dalla Foce (Bosa Marina) per giungere fino
alla chiesa di S. Pietro, ammirando la città di
Bosa da una prospettiva inconsueta. Lungo la
navigazione si incontrano le antiche Concerie (XVIII
sec.), vero e proprio relitto di archeologia
industriale, e gli ottocenteschi palazzi, sovrastati
dal quartiere medioevale di Sa Costa e dal
castello Malaspina. Superato il vecchio ponte in
trachite e la cattedrale dell'Immacolata si arriva ad
ammirare, oltre all’incomparabile bellezza della
natura, l'ex cattedrale di S. Pietro e i ruderi del
terzo Ponte Romano.
Per l'escursione verranno utilizzate due
imbarcazioni completamente costruite in legno, della
lunghezza di 12 metri con servizi igienici e dotazioni
di sicurezza a norma.
Inoltre
si può visitare:
Il Museo delle Conce e un’ Antica Conceria
La Chiesa Romanica di S. Pietro Extramuros
**Il Castello Malaspina euro
Museo Casa Deriu e Pinacoteca Comunale
Possibilità di fare il giro della città con il Trenino
Lillipuziano
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LUNGO
IL VOLO DEI GRIFONI
Educazione
ambientale
LUNGO IL VOLO DEI GRIFONI - BOSA
Questa è un’ escursione speciale ma molto diversa
da tutte le altre perché andiamo ad osservare degli
animali allo stato selvatico, è l’occasione di vivere
con i bambini una splendida esperienza immersi nei
profumi della Macchia Mediterranea per ammirare il
volo degli ultimi avvoltoi grifoni allo stato selvaggio
in Italia e soprattutto godere dall’alto di una
spettacolare vista sulla costa bosana.
( in caso di brutta giornata possibilità di visitare
il parco degli uccelli a Scanu Montiferru)
Arrivo a Bosa ore 10.00
Escursione lungo il volo dei grifoni
Pranzo in ristorante (un primo, un secondo, contorno,
frutta o gelato, acqua).
Si consiglia abbigliamento e scarpe da campagna
ll pomeriggio è dedicato alla visita di Bosa con
possibilità di fare il giro della città con il Trenino
Lillipuziano o la risalita del fiume Temo con i barconi |
| Escursioni
scuola in Sardegna |
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TRENINO
VERDE
TINNURA - BOSA (min. 35
pers.)
Un viaggio d’altri
tempi con la vecchia locomotrice delle ferrovie della
Sardegna
Arrivo a Tinnura e
visita del piccolo borgo situato su un altopiano
basaltico, il paese è conosciuto soprattutto per i suoi
cestini tipici e per i “murales” che ne abbelliscono
le vie.
Pranzo in ristorante
(un primo, un secondo, contorno, frutta o gelato,
acqua).
Nel pomeriggio partenza
con il trenino verde verso Bosa (vostro pullman a
seguito)
Attraverserete la
vallata di Modolo, rinomata per la produzione della
malvasia, per ritrovarvi a costeggiare il mare fino ad
arrivare alla suggestiva frazione di Bosa Marina.
Possibilità di fare il
giro della città con il Trenino Lillipuziano
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I Murales di Tinnura e
il parco degli Uccelli di Scano Montiferru
Arrivo a Tinnura visita
del paese e dei suoi murales
Pranzo in ristorante
(un primo, un secondo, contorno, frutta o gelato,
acqua).
Nel pomeriggio visita
al parco degli uccelli nella vicina Scano Montiferru
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TRENINO
VERDE: MACOMER – BOSA (min. 35 pers.)
Partenza dalla
stazione di Macomer (vostro pullman a seguito).
Lasciati gli ampi “tancati” delimitati dai muretti
a secco, si arriva a Sindia per la visita guidata
all’abbazia cistercense di Santa Maria di Corte.
Superato Tresnuraghes,
si costeggia la vallata di
Modolo per osservare
i numerosi vigneti in cui si
produce la rinomata
Malvasia di Bosa.
Si prosegue verso il
mare arrivando al capolinea,
la stazione di Bosa
Marina.
Pranzo in ristorante
(un primo, un secondo, contorno, frutta o gelato,
acqua). .
Nel pomeriggio
passeggiata per le vie del centro
storico di Bosa.
Noleggio Trenino verde
(Macomer –Bosa)
Guida ambientale
all’interno del treno
Visite guidate
Pranzo in ristorante
(un primo, un secondo,
contorno, frutta o
gelato, acqua).
Possibilità di fare
il giro della città con il Trenino Lillipuziano
e l’escursione in
barca |
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Trenino
Verde BOSA – MACOMER
Arrivo a Bosa incontro con
un nostro operatore.
Partenza con il trenino verde dalla stazione di Bosa
marina alle ore 9.00
Si costeggia la vallata di Modolo per osservare i
numerosi vigneti in cui si produce la “malvasia di
Bosa”
Lasciato Tresnuraghes si arriva a Sindia per la visita
guidata all’abbazia cistercense di Santa Maria di
Corte.
Il servizio comprende:
guida Ambientale all’interno del treno
visite guidate
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Per
prenotazioni o maggiori informazioni chiama i
numeri
(+39)0785-374258
(+39)348-1544724
o
scrivi un e-mail a
esedrasardegna@bosaweb.it
indicando
nome cognome e n° di Telefono
Esedra
- Escursioni e Tour in Sardegna
servizi
per il Turismo Culturale e Ambientale
Bosa - Macomer - (Sardegna) |
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Bosa |
Il
contesto ambientale
Il corso Vittorio Emanuele II - detto dai Bosani "sa
piatta" - percorre il centro urbano arginando l'intrico
viario di "cortes" e "cascios"
dell'abitato medievale, sulla direttrice parallela al fiume
Temo. È uno dei pochi risultati del "Piano
d'ornato" voluto dall'amministrazione cittadina e
progettato fra il 1864 e il 1867 dall'ing.
Pietro Cadolini. Basato sull'allineamento delle facciate
degli edifici e sul "rettilineamento" della
strada, l'intervento ebbe una fase importante nella
demolizione della chiesa della Maddalena (1870) e nella
contestuale apertura della piazza Costituzione, ornata
qualche anno dopo (1881-82) con il fontanone di vulcanite e
marmo, punto d'arrivo dell'acquedotto ottocentesco, al quale
fa da sfondo il palazzo di Don Carlo.
Descrizione
L'imponente palazzotto del ricco proprietario don Carlo
Passino fu costruito nella seconda metà dell'Ottocento per
la famiglia perita nel terremoto di Messina del 1908.
L'edificio, innalzato su quattro livelli ma rimasto sempre
incompiuto, da un lato si lega a istanze stilistiche del
secolo precedente, dall'altro si adegua alla tradizione
locale della vulcanite rossa a vista nei dettagli
architettonici.
Il prospetto principale è scandito verticalmente da piatte
paraste angolari e due lesene che sottolineano l'ingresso
principale e proseguono fino alla sommità. Due cornicioni
aggettanti partiscono la facciata in orizzontale, definendo
due ordini costituiti ognuno da due piani. Si distinguono le
mostre a linee inflesse e spezzate dei balconi del secondo
piano, con fastigio che ripete il modulo sottostante,
terminato da mensola.
Il palazzo è caratterizzato soprattutto dalla singolare
bicromia dell'ordine basale, accentuata dall'alternanza
delle bande di vulcanite a fasce d'intonaco chiaro di pari
spessore, ennesima ripresa eclettica di un linguaggio
d'ascendenza romanica.
Storia degli studi
Cenni al palazzo si trovano nelle principali opere
sull'architettura bosana.
Bibliografia
S.
Naitza, Architettura dal tardo '600 al Classicismo purista,
collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro,
Ilisso,
A. Mastino-G. Cuccu-A. Cuccu, 101
saluti da Bosa, Nuoro, Poliedro, 2004. |
Bosa, Corso Vittorio
Emanuele
Bosa, piazza
Costituzione
Come arrivare
Corso Vittorio Emanuele è l'arteria principale del centro
storico di Bosa.
Il contesto ambientale
Il corso inizia da piazza IV Novembre e attraversa piazza
Costituzione, dove sorge la fontana Umberto I (Sa Funtana
Manna).
Descrizione
Con la fine della dominazione spagnola, Bosa conobbe un
nuovo rilancio economico, specie con lo sviluppo della
pesca del corallo, e dal 1739 fu sede di uno dei cinque
banchi di posta allora costituiti dai Savoia in Sardegna.
Ma il vero risveglio economico e culturale si ebbe
nell'Ottocento, con l'erezione a capoluogo di provincia
(1807-21) e con il rilancio delle attività artigianali:
la concia delle pelli, il filet, la lavorazione dell'oro e
dell'argento. Abbattuta l'antica cinta muraria, la città
si estese verso il mare; si costruirono il seminario
diocesano, il ginnasio, il palazzo comunale: si
inaugurarono l'acquedotto, la rete fognaria, la ferrovia
per Macomer.
Il corso Vittorio Emanuele II è la più importante via
della città di Bosa. Un tempo veniva chiamato "sa
piatta", nome che deriva dalla parola
"platea", che in tutta la Sardegna indicava la
via principale. La sua pavimentazione è composta da
ciottoli e lastroni in basalto allineati. Lungo i due lati
si innalzano edifici prestigiosi, un tempo residenze della
nobile borghesia cittadina.
Di forme e stili diversi, si susseguono edifici del
periodo cinque-seicentesco, o del Settecento, come il
palazzo di Don Carlo, di fronte alla piazza Costituzione.
All'Ottocento risale il restauro di gran parte delle
abitazioni del corso da parte della nascente borghesia
cittadina, che cercò di ingrandire e abbellire i propri
spazi abitativi acquistando diversi stabili confinanti e
trasformandoli in un unico palazzo. Prova di questi
restauri sono il palazzo Uras-Chelo, oggi Casa Deriu, il
palazzo Sargenti-Randaccio, il palazzo Demuro-Spada, il
palazzo Delitala e altri.
Generalmente costruiti su tre livelli oltre al piano
terra, hanno solitamente due stanze grandi che si
affacciano sul corso, due centrali piccole, senza presa di
luce, e altre due grandi che si affacciano sulla via
parallela. Le facciate, di impostazione neoclassica,
presentano colori tenui, decorazioni in vulcanite e fregi
che rappresentano stemmi di nobili casate, un grande
portone, uno o due balconi su strada e delle terrazze
all'aperto.
Verso E sorge la cattedrale
dell'Immacolata, di origini medioevali, sostanzialmente
modificata nel XV secolo e in seguito nei primi anni
dell'Ottocento. Proseguendo verso piazza Costituzione, a
circa metà del corso, si trova la chiesa del Rosario
dalla facciata in stile barocco, dove nel 1875 fu
collocato il primo orologio pubblico della città.
Storia degli studi
Una rassegna degli studi si trova nella bibliografia
relativa alle schede nei volumi della "Storia
dell'arte in Sardegna" sull'architettura
sei-novecentesca (1992 e 2001).
Bibliografia
Sardegna, collana
"Guida d'Italia", Milano, Touring Club Italiano,
1984, p. 462;
S.
Naitza, Architettura dal tardo '600 al classicismo
purista, collana "Storia dell'arte in Sardegna",
Nuoro, Ilisso,
G. Sistu, Bosa,
collana "Paesi e città della Sardegna",
Cagliari, 1999;
F.
Masala, Architettura dall'Unità d'Italia alla fine del
'900, collana "Storia dell'arte in Sardegna",
Nuoro, Ilisso,
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Per
maggiori informazioni
chiama
il numero 0785/374258 o
il 348/1544724 |
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