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Il
litorale di Bosa si estende da Capo
Marargiu a Nord fino al piccolo promontorio di Punta
Foghe a Sud, comprendendo anche le marine di Magomadas e
Tresnuraghes (Porto Alabe), caratterizzato prevalentemente
dalla presenza di rocce vulcaniche formatesi circa 35 milioni
d’anni fa durante i cicli effusivi dell’Oligocene.
Il
settore settentrionale del golfo fino alla foce del Temo è
caratterizzato da una costa alta e articolata nella quale si
aprono numerose grotte e cavità marine e suggestive calette,
opera dell’incessante azione erosiva del mare, fra le quali
si ricordano S. Maria,
Porto Managu dotato
di un meraviglioso lembo sabbioso, Cala
Rapina e Cale e
Moro più a sud, dove è possibile effettuare fantastiche
escursioni in compagnia anche del volo planato
dell’avvoltoio grifone.
A
sud della foce del Temo si apre la
spiaggia di Bosa
Marina composta di sabbie ferro-titanifere che le
conferiscono il caratteristico colore scuro. L’estensione
della spiaggia è condizionata dalla presenza del porto e
della diga, costruita nella prima metà del Novecento che
collega la terraferma con l’Isola Rossa. Prima della sua
realizzazione, infatti, capitava spesso che si verificassero
delle disastrose inondazioni che giungevano talvolta fino
all’abitato e formavano il vasto stagno di S’Istagnone.
I
detriti asportati dal mare e trascinati dalle acque del fiume
si depositano più a sud e costituiscono la piccola spiaggia
di Turas, che insieme con quella di Porto
Alabe, costituiscono gli unici lembi sabbiosi presenti in
questo tratto di costa meridionale caratterizzata in
prevalenza da rocce vulcaniche nelle quali si aprono profonde
insenature.
Porto
Alabe è l’unica di queste insenature d’origine tettonica
che si apre nel calcare miocenico.
Proseguendo
sempre in direzione sud la costa è caratterizzata da alte
falesie vulcaniche che si ergono alla stregua di poderose
muraglie, alla sommità delle quali talvolta le acque di
qualche ruscello precipitano in mare.
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