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| La festa di S.Antonio Abate (S.Antoni e su fogu), è una tradizione secolare. Il 17 gennaio, è il giorno che segna l'inizio del carnevale. In molti paesi della Sardegna si accendono dei grossi falò, che dopo essere stati benedetti restano accesi per
tutta la notte o addirittura per alcuni giorni. A Macomer la tradizione vuole che sia accesa una grossa quercia cava (Sa Tuva), che secondo una leggenda rappresenta il bastone di "ferula" grazie al quale S.Antonio riuscì a
rubare il fuoco al Diavolo. In questa giornata, grazie agli amici del comitato...... si può gustare un piatto di fave e lardo accompagnato da un bicchiere di ottimo vino. |
| Quella di Sant'Antonio è senza dubbio la festa più sentita a Macomer, i festeggiamenti al santo iniziano il primo giugno con la tradizionale "Tredicina" e proseguono fino al 14 giugno giorno conclusivo della festa. Il culmine della festa
si ha però il giorno 12, quando di primo mattino (5.30) il simulacro del Santo viene portato in spalle dai fedeli, che partendo dalla Chiesa di S. Pantaleo raggiungono la Chiesetta del monte dopo tredici chilometri, metà dei quali percorsi nel suggestivo sentiero "intro e
monte". Il simulacro sosterà per due giorni in montagna, per rientrare a Macomer il 14 compiendo il percorso inverso. |
| Santo Patrono di Macomer, festeggiato il 27 luglio era considerata in passato "sa festa de sos massajos e de sos pastores" (la festa dei contadini e dei pastori) perché rappresentava la fine dell'anno agrario, per
festeggiare S.Pantaleo infatti, si faceva in modo di portare a termine tutti i lavori della campagna. |
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